COME METTERE IL PROFUMO? E SE DIMENTICASSIMO LE REGOLE?
Aggiornato il 20 ottobre 2026
Sulla pelle o sui vestiti? Sui polsi o sul collo? Due spruzzi o dieci?
Partiamo dall'essenziale: applicate il profumo dove vi piace indossarlo, sulla pelle sana o su un tessuto che lo tollera. Lasciatelo asciugare senza strofinare e adattate il numero di spruzzi alla sua intensità. Per il resto, bastano alcune precauzioni, soprattutto con il sole e i tessuti delicati.
Il profumo è prima di tutto un piacere. Lo indossiamo per noi stessi, per sedurre, per ricordare, per cambiare umore o semplicemente perché ne amiamo l'odore. A volte anche senza uscire di casa.
Allora perché trasformare questo piacere in una procedura medica?
I punti di pulsazione: sono davvero indispensabili?
Polsi, collo, dietro le orecchie, pieghe dei gomiti e persino dietro le ginocchia. Da generazioni ci viene consigliato di applicare il profumo sui famosi punti di pulsazione.
L'idea non è priva di logica. Il calore favorisce l'evaporazione delle molecole odorose e quindi la loro diffusione nell'aria. Ma una maggiore diffusione non significa necessariamente una maggiore durata.
Un profumo può farsi sentire più rapidamente su una zona calda senza rimanervi più a lungo. Non serve quindi cercare il battito del polso per godere appieno di una fragranza.
Vi piace profumarvi il collo? Fatelo. Preferite le braccia, le spalle o un punto meno convenzionale? Benissimo, purché la zona sia adatta.
I punti di pulsazione sono una tradizione, non un obbligo.
Sulla pelle o sui vestiti? Due piaceri diversi
La pelle è una superficie viva. La sua temperatura, l'umidità e il sebo influenzano il modo in cui un profumo evapora e si sviluppa. È anche questo a rendere l'esperienza così personale.
Sui vestiti le cose cambiano. Le fibre tessili possono trattenere più a lungo alcune molecole odorose. A volte il profumo rimane percepibile per giorni, risvegliandosi a ogni movimento.
A chi non è capitato di ritrovare con piacere il profumo del giorno prima su una giacca?
Da Les Bains Guerbois amiamo entrambi: la pelle per seguire l'evoluzione di un profumo, i vestiti per ritrovarlo di tanto in tanto, anziché averlo continuamente sotto il naso.
Ma non tutti i tessuti sopportano il profumo. Alcune materie odorose possono lasciare aloni, soprattutto su seta, raso, pelle e tessuti chiari o delicati. Meglio provare sempre prima su un punto nascosto e lasciare asciugare prima di indossare il capo.
Un bel profumo non vale una bella camicia rovinata.
E i capelli? Trattengono anch'essi gli odori, ma un comune profumo a base alcolica non è necessariamente adatto a un uso regolare sulla chioma. Esistono prodotti formulati appositamente.
Profumo e sole: attenzione alle sorprese sgradite
D'estate le temperature salgono, la pelle si scopre e la voglia di profumarsi rimane.
Qualche precauzione, però, è opportuna.
Alcune materie odorose, in particolare certe essenze di agrumi contenenti furocumarine, possono provocare reazioni fototossiche quando vengono applicate sulla pelle e poi esposte ai raggi ultravioletti. Possono comparire arrossamenti, infiammazioni e macchie pigmentarie.
Questo rischio non riguarda tutti i profumi. La profumeria moderna regolamenta l'uso degli ingredienti interessati e dispone di materie che consentono di controllarlo.
In spiaggia, però, preferiamo evitare di spruzzare generosamente il profumo sulla pelle esposta al sole. I vestiti possono essere un'alternativa, a patto di non rischiare di macchiarli.
E ricordiamo un'ovvietà: nessun profumo, per quanto meraviglioso, può sostituire una protezione solare.
Strofinare i polsi: perché continuiamo a farlo?
Uno spruzzo sul polso sinistro, una rapida strofinata contro il destro, ed ecco fatto. Verrebbe quasi da pensare che il profumo non funzioni senza questa piccola cerimonia.
Noi preferiamo lasciarlo in pace.
Contrariamente a un mito molto diffuso, strofinare i polsi non «rompe» le molecole odorose. L'attrito distribuisce il liquido sulla pelle e può modificarne l'evaporazione iniziale, senza alcun beneficio dimostrato per la durata o la qualità del profumo.
Lasciate semplicemente che la fragranza si depositi e si asciughi da sola.
E se avete strofinato i polsi per vent'anni, niente paura: non avete distrutto vent'anni di profumeria.
Perché a un certo punto non sentiamo più il nostro profumo?
Amate il vostro profumo appena lo applicate. Qualche ora dopo vi sembra scomparso. Eppure, qualcuno continua a farvi i complimenti per la vostra fragranza.
Questo fenomeno si spiega in parte con l'adattamento e l'abituazione olfattiva. Il nostro sistema olfattivo diventa progressivamente meno sensibile, o meno attento, agli odori ai quali è esposto costantemente.
Il profumo può quindi essere ancora presente anche se noi lo percepiamo meno.
Per questo, generalmente, evitiamo di profumarci troppo vicino al naso, soprattutto nella parte alta del petto. Preferiamo ritrovare la nostra fragranza muovendoci, anziché sentirla senza interruzioni.
Una piccola abitudine personale, semplicemente per prolungare il piacere.
Perché a volte, per continuare ad apprezzare il proprio profumo, bisogna accettare di non sentirlo continuamente.
Quanti spruzzi? Due, quattro, dieci?
Non esiste un numero ideale.
Dipende dalla composizione, dalla sua intensità, dalla quantità erogata dal vaporizzatore e dalle circostanze. Una cena a due, un ufficio condiviso o una festa all'aperto non sono esattamente la stessa cosa.
Alcuni profumi si prestano a un'applicazione generosa. Altri sono così diffusivi che uno o due spruzzi bastano ampiamente.
Il nostro consiglio? Cominciate con poco, osservate come evolve la fragranza e regolatevi secondo i vostri gusti.
Soprattutto, non interpretate il fatto di non sentirla più come un invito automatico ad aggiungerne altra.
Quando il profumo arriva prima di voi
E poi ci sono quei profumi che si sentono a dieci metri di distanza, molto prima che arrivi chi li indossa.
Non conoscete ancora la persona, ma conoscete già il suo profumo. A volte avete perfino la sensazione di averlo ingoiato.
Alcune composizioni contemporanee fanno un uso generoso dei superamber, molecole sintetiche dalle sfaccettature legnose e ambrate estremamente potenti. Possono avere una diffusione spettacolare, con note secche, talvolta quasi abrasive, capaci di provocarci un senso di nausea.
E la cosa più sorprendente è che dietro questa dimostrazione di forza non sempre si scoprono molte sfumature.
Attenzione, non abbiamo assolutamente nulla contro i legni ambrati. Li utilizziamo anche in 1978 Les Bains Douches, creato da Bertrand Duchaufour. Ma con parsimonia, come un pizzico di sale in un piatto. Quanto basta per dare rilievo alla composizione senza coprire gli altri ingredienti.
In profumeria, come in cucina, il dosaggio fa tutta la differenza.
C'è anche qualcosa di piuttosto divertente nella profumeria di nicchia contemporanea. Un tempo ci si avvicinava alla nicchia per trovare un profumo che nessun altro indossasse. Oggi alcuni desiderano a tutti i costi proprio quello che possiedono già tutti gli appassionati.
A volte anche la nicchia ha i suoi profumi di massa.
E quando questi profumi di tendenza condividono le stesse firme legnose e ambrate strapotenti, finiamo per sentirli ovunque.
Alcune persone sono particolarmente sensibili alle fragranze e possono accusare mal di testa, nausea o sintomi respiratori. Il piacere olfattivo di qualcuno non è necessariamente quello degli altri.
Un profumo che si sente a dieci metri non è per forza un grande profumo.
È semplicemente un profumo che si sente a dieci metri.
Quindi, per favore, andateci piano con il vaporizzatore. I vostri vicini, e le loro narici, vi ringrazieranno.
E tre metri di scia, francamente, non sono già niente male?
E la durata, allora?
Ci chiedono spesso come fare per far durare un profumo il più a lungo possibile. Ma è davvero questo il criterio migliore per giudicare una creazione?
Alcune materie sono molto persistenti. Altre, più fugaci, possono offrire sfaccettature straordinarie per pochi istanti.
Un profumo che dura dodici ore non è necessariamente più bello di uno che svanisce prima. Abbiamo dedicato un intero articolo a questo equivoco: Tenuta ≠ Qualità: il dietro le quinte di un profumo che “dura”.
Possiamo amare ritrovare una fragranza sui vestiti il giorno dopo senza pretendere che ogni profumo batta record di resistenza.
Alla fine, come ci si profuma nel modo giusto?
Come si preferisce, con un po' di conoscenza e qualche riguardo per gli altri.
Il profumo può essere intimo, spettacolare, discreto o generoso. Può accompagnarci per un'intera giornata o lasciare soltanto un ricordo fugace. Non esiste un modo universale di indossarlo.
Amiamo le fragranze con carattere e sfumature, a volte perfino con un tocco di stranezza. Ci piace sentirle evolvere e ritrovarle quando meno ce lo aspettiamo.
E preferiamo che lascino un ricordo piuttosto che occupare tutto lo spazio.
In fondo, il profumo è fatto per accompagnare la vita.
Non per imporle un manuale di istruzioni.
Per approfondire
Adattamento e abituazione olfattiva
R. Pellegrino et al., "Habituation and adaptation to odors in humans", Physiology & Behavior, 2017. Lo studio
Fototossicità delle furocumarine
DermNet, "Phytophotodermatitis". L’articolo
Furocumarine in profumeria
IFRA, "Furocoumarins update", 2025. Fonte: IFRA
Sensibilità alle fragranze
A. Steinemann, "International prevalence of fragrance sensitivity", 2019. Lo studio