TENUTA ≠ QUALITÀ: IL DIETRO LE QUINTE DI UN PROFUMO CHE “DURA”
Un profumo che dura dodici ore è necessariamente migliore di uno che evolve più rapidamente?
No.
La persistenza è diventata uno dei principali criteri con cui viene giudicata la profumeria contemporanea. Quante ore dura? Che proiezione ha? Si percepisce ancora il giorno dopo?
Ma la persistenza di un profumo dipende da molti fattori: la volatilità delle molecole utilizzate, l’architettura della formula, la concentrazione, le materie scelte e le tecniche che permettono di rallentare o controllare la loro evaporazione.
Durare a lungo è una performance. Non è una misura della qualità.
IN BREVE
Un profumo molto persistente non è necessariamente più ricco, più costoso o più sofisticato.
Alcune materie odorose sono naturalmente molto persistenti. Alcune tecnologie di formulazione permettono inoltre di rallentare l’evaporazione o di modificare il rilascio delle molecole nel tempo.
Al contrario, alcune sfaccettature magnifiche possono essere fugaci.
Per noi, quindi, la domanda non è soltanto: “quanto dura?”
La vera domanda è: cosa racconta durante quel tempo?
COSA FA DURARE A LUNGO UN PROFUMO?
Un profumo è un sistema in movimento.
Non tutte le molecole che lo compongono evaporano alla stessa velocità.
Alcune emergono quasi immediatamente e poi scompaiono rapidamente.
Altre sono più pesanti, meno volatili e rimangono sulla pelle molto più a lungo.
La struttura stessa di una formula influenza quindi enormemente la sua persistenza.
Un profumo costruito attorno a materie legnose, muschiate o ambrate molto persistenti può durare a lungo in modo naturale.
Questo non significa che sia migliore.
Significa semplicemente che la sua architettura favorisce la persistenza.
A COSA SERVONO I FISSATORI IN UN PROFUMO?
La profumeria utilizza da sempre materie e tecnologie che permettono di lavorare sulla volatilità e sulla durata di una composizione.
Il termine “fissatore” comprende realtà molto diverse.
Alcune materie odorose svolgono esse stesse un ruolo fissativo.
Altri sistemi permettono di modificare la velocità di evaporazione o il rilascio dei componenti più volatili.
Uno studio pubblicato nel 2026 su Flavour and Fragrance Journal lo ha dimostrato in modo molto concreto: in una formula sperimentale, l’aggiunta del 5 % di uno specifico sistema fissativo ha aumentato del 94,46 % la ritenzione delle note di testa e ritardato del 59,97 % il rilascio delle note di cuore. Leggi lo studio.
Naturalmente questo risultato non deve essere generalizzato a tutti i fissatori.
Ma dimostra una cosa importante:
modificare la persistenza di un profumo significa anche modificare il modo in cui evolve.
AMBROXAN, ISO E SUPER: VERE MATERIE ODOROSE
È importante evitare un equivoco frequente.
Ambroxan e Iso E Super non sono semplicemente additivi tecnici quasi inodori destinati a “far durare” un profumo.
Sono vere materie odorose.
Ambrox possiede un profilo ambrato, legnoso e muschiato molto persistente. dsm-firmenich indica che dosaggi più elevati possono apportare, tra le altre cose, maggiore performance e substantivity a una formula. Fonte: dsm-firmenich.
Iso E Super possiede invece un odore legnoso, ambrato e vellutato. IFF ne sottolinea in particolare l’elevata substantivity e la capacità di apportare volume e una forza sottile alle composizioni. Fonte: IFF.
Queste materie sono straordinarie quando servono un’intenzione creativa.
Il problema comincia quando la performance diventa il progetto stesso.
LA PROFUMERIA GOURMAND E L’ILLUSIONE DELLA POTENZA
Prendiamo l’Ethyl Maltol.
Questa materia possiede un profilo molto riconoscibile di caramello, confetteria e zucchero filato.
È estremamente efficace nel costruire accordi gourmand immediatamente riconoscibili.
Usata con maestria e misura, può essere magnifica.
Ma quando una formula si basa in modo massiccio su materie molto riconoscibili, molto persistenti e molto diffusive, può anche diventare più lineare.
Il profumo offre allora moltissimo fin dal primo istante.
Molto dolce.
Molta presenza.
Molta scia.
E, a volte, meno sorpresa.
I PROFUMI “SODA”
È così che chiamiamo, tra di noi, alcuni profumi particolarmente dimostrativi: profumi “soda”.
Il termine non è un insulto.
Una bibita può essere deliziosa.
È immediata, dolce, efficace e riconoscibile fin dal primo sorso.
Ma non ha la stessa ambizione di un vino che evolve nel bicchiere.
Alcuni profumi funzionano allo stesso modo.
Danno moltissimo fin dal primo spruzzo.
Proiettano.
Persistono.
Seducevano immediatamente.
Ognuno è libero di apprezzarlo.
Ma questa potenza non deve essere confusa con la ricchezza di una composizione.
E soprattutto, un prezzo elevato non garantisce più sfumature.
L’ESEMPIO OPPOSTO: L’IRIS IN 1979 NEW WAVE
Prendiamo ora una materia molto diversa.
L’iris.
Il suo processo produttivo è tra i più lunghi nella palette del profumiere. I rizomi vengono coltivati per diversi anni, poi essiccati e fatti maturare per altri anni, periodo durante il quale si sviluppano gli ironi responsabili del suo carattere olfattivo.
Ma ciò che ci interessa di più nell’iris non è il suo prezzo.
Sono le sue sfaccettature.
Cipriate.
Terrose.
Legnose.
Vegetali.
A volte quasi metalliche.
In 1979 New Wave, Dominique Ropion contrappone precisamente un iris concrete ovattato e terroso, con inflessioni metalliche, alla freschezza di due mente, prima che il sandalo prenda il sopravvento. Scopri 1979 New Wave.
Il profumo evolve.
Non rivela tutto immediatamente.
Ed è esattamente ciò che cerchiamo.
DURARE PIÙ A LUNGO NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE RACCONTARE DI PIÙ
Un profumo molto lineare può durare dodici ore.
Una sfaccettatura sublime può esistere solo per pochi minuti.
Perché dovremmo considerare automaticamente la prima superiore alla seconda?
La profumeria è un’arte del tempo.
Appare una nota.
Un’altra la sostituisce.
Si crea un contrasto.
Una materia scompare.
Emergono nuove sfaccettature.
Se rallentiamo abbastanza questa evoluzione, possiamo ottenere una maggiore persistenza.
Ma possiamo anche modificare il respiro della formula.
A volte è desiderabile.
A volte no.
COME APRIRE UN VINO
Annusare un grande profumo assomiglia più ad aprire un grande vino che a bere una bibita.
Il primo impatto rivela qualcosa.
L’aria rivela qualcos’altro.
Il tempo trasforma ancora l’insieme.
Ciò che sembrava dominante pochi minuti prima arretra.
Appare una nuova sfaccettatura.
Poi un’altra.
Una bibita, invece, dichiara immediatamente ciò che è.
Può essere eccellente.
Ma l’esperienza è diversa.
UN PROFUMO CHE DURA DODICI ORE È MIGLIORE?
No.
Esattamente come un vino potente non è automaticamente migliore di uno sottile.
La persistenza è una qualità tra molte.
Anche la proiezione.
Ma anche la trasparenza.
Il contrasto.
Il movimento.
La sorpresa.
L’evoluzione.
E, a volte, persino la fugacità.
Da Les Bains Guerbois non cerchiamo quindi di creare il profumo che vincerà la gara della persistenza.
Cerchiamo quello la cui evoluzione è più bella.
Perché un profumo non è fatto soltanto per restare sulla pelle.
Deve anche vivere su di essa.


